domenica 7 giugno 2009

L'amore e la politica.

"I peggiori nemici dell'estremismo religioso sono l'amore e l'intelligenza, non la pace delle bombe e delle industrie delle armi. Una pace sempre provvisoria. L'intelligenza considera ogni essere umano nostro fratello. Come puoi combattere contro tuo fratello?"

Nel post del 6 giugno c. a., a commento del discorso del Presidente USA all'Università del Cairo, riportato ampiamente stralciato, Beppe Grillo annotava nel suo blog l'osservazione riportata sopra. Sono pienamente d'accordo, tranne che per una cosa: è davvero l'intelligenza, anche se suffragata dall'amore, a farci considerare l'altro essere umano come nostro fratello? E' chiaro che no. L'intelligenza, se non è suffragata dalla Fede, non può salire a questi vertiginosi vertici. Nell'Angelus odierno, Benedetto XVI ha detto qualcosa di rivoluzionario, ma profondamente vero: la comunione trinitaria è nel genoma umano. Tutti gli uomini sono fratelli, perché figli dello stesso Dio, che è uno e trino, cioè è comunione, amore e unità nella diversità e, dunque, questo amore, che si irradia, ci fa vedere l'altro come è veramente, un nostro fratello. L'amore, cioè, è una conseguenza della consapevolezza che Dio stesso è Amore e comunione profonda nella diversità. Tale consapevolezza l'abbiamo tutti nella misura in cui, anche senza rendercene conto, partecipiamo dell'unità trinitaria, tutti quanti, anche coloro che non credono. Chi non ha preconcetti si lascia sempre guidare dalla propria coscienza, la quale è il santuario di Dio in noi, anche se non sempre gli uomini lo sanno, anche se oggi è quasi scandaloso affrontare certi temi. Io credo che ha avuto ragione il Presidente Obama nel terminare il suo discorso con la frase seguente: "Il popolo del mondo può vivere insieme in pace. Noi sappiamo che questa è la visione di Dio [controcarattere mio, N.d.A.]. Ora, questo deve essere il nostro lavoro, qui sulla Terra". Quanta differenza fra queste parole e quelle di chi dichiarava 'la guerra preventiva'; quanta differenza fra queste parole e chi vuole usare il nome santissimo di Dio per seminare lutto e lacrime! Peccato, però, che Mr. Obama non allarga "la visione di Dio" anche agli altri temi, che ha deciso di ignorare (fra tutti: le sperimentazioni sulle staminali embrionali, che il suo predecessore aveva vietato e che lui ha subito permesso). Anche questo, in fondo, fa parte della politica, di quella politica che vuole orientare ogni campo della vita umana. Ma può la politica comandare o manipolare la vita? E' giusto e bello che Obama apra ai popoli (anche a quelli che il suo predecessore chiamava 'Stati canaglia') servendosi della "visione di Dio", ma non deve dimenticare che Dio vuole che vediamo, per così dire, sub specie oculorum eius anche l'intero universo e che non ci dimentichiamo che solo lui può "manipolare" la vita.

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